Sanguigna, linfatica, biliosa, nervosa: di che morfologia sei?

Nei centri estetici più quotati non è raro sentir parlare di “morfologie”. Durante i famosi check-up preliminari che ogni professionista del benessere propone alle nuove clienti, uno dei fattori analizzati con più attenzione è proprio la morfologia individuale della persona, ovvero la tipologia corporea di
appartenenza.

Le quattro morfologie di cui sentiamo parlare (sanguigna, linfatica, biliosa e nervosa) sono state individuate ben duemila anni fa proprio dal padre della medicina: Ippocrate.

Attraverso analisi approfondite, lo studioso aveva diviso i suoi pazienti in quattro categorie a seconda del carattere, della predisposizione a determinati malesseri e della conformazione fisica.

Scopriamo insieme le caratteristiche delle quattro morfologie:

– Morfologia Sanguigna
La persona Sanguigna è caratterizzata da forme robuste e da un colorito roseo. Al tatto la sua pelle è calda, quasi umida, e osservando il suo viso si può notare una forma ovale/esagonale e labbra carnose. Un altro dettaglio che può saltare agli occhi sono le spalle, solitamente larghe e spesso leggermente cadenti.
Le donne sanguigne si riconoscono anche per il seno prosperoso, il bacino largo e le gambe morbide.
Il punto debole della donna sanguigna è solitamente il circolo venoso e linfatico. Una problematica comune è il ristagno dei liquidi, così come sono frequenti i fastidi digestivi. Cellulite e smagliature sono disagi familiari per chi appartiene a questa morfologia, e i trattamenti più indicati sono solitamente
massaggi che favoriscano la circolazione, la fangoterapia e percorsi specifici per contrastare la pesantezza degli arti inferiori.

– Morfologia Linfatica
La persona Linfatica è corpulenta o presenta fattezze tondeggianti. Si distingue per il chiarore della pelle e per il viso rotondo, solitamente dotato di labbra pallide e leggermente cadenti. Le sue spalle sono strette e curve, e al tatto la pelle appare fredda e umida. La donna Linfatica ha solitamente torace e vita larghi, gambe voluminose e seni ben sviluppati, leggermente cadenti.
Le problematiche principali di questa morfologia sono legate alla mancanza di tono tissutale e alla ritenzione delle tossine: gambe gonfie, glutei e seni poco sodi, pelle infiltrata con intossinazione. Per questo motivo i trattamenti più richiesti sono massaggi circolatori, trattamenti rassodanti e pressoterapia.

– Morfologia Biliosa
La persona Biliosa ha una struttura armoniosa e un colorito giallo/olivastro. Il viso, tendenzialmente squadrato o rettangolare, presenta labbra sottili dal taglio largo. Al tatto la pelle è calda e può apparire grassa o secca a seconda dei casi. Le spalle sono larghe, mentre vita e bacino piuttosto stretti. Il seno è
piccolo e ben modellato.
La donna Biliosa si caratterizza per i problemi della pelle, che può essere secca per effetto della vasocostrizione o grassa per azione ormonale indiretta e intossinazione con eccesso di sebo. Considerato che soffre facilmente di acne, pori dilatati o macchie, i suoi trattamenti “amici” sono la pulizia profonda
del viso o trattamenti come peeling, massaggio connettivale o fangoterapia.

– Morfologia Nervosa
La persona Nervosa si distingue per la corporatura magra o longilinea, con spalle, vita e bacino stretti. Nel caso delle donne, il seno appare poco sviluppato. La pelle, gialla o pallida, si accompagna a una forma del viso triangolare e a labbra sottili dal taglio stretto. Al tatto, la pelle è fredda e tendenzialmente secca.
Il cruccio principale della donna Nervosa è la pelle, che è spesso arida e soggetta a invecchiamento precoce e smagliature, ma anche l’insorgenza di cellulite. Per questi motivi i suoi servizi ideali sono trattamenti di idratazione profonda, magari ad azione ossigenante o abbinati a massaggi circolatori e
connettivali.

Le quattro morfologie individuate da Ippocrate rappresentano altrettante tipologie in cui può essere facile riconoscersi, ma non è raro che una donna appartenga a due diverse categorie, presentando un insieme di
caratteristiche “miste”.

Come conoscere la propria morfologia?
Individuare la tipologia corporea alla quale apparteniamo è una risorsa utilissima per prenderci cura del nostro corpo nel migliore dei modi. La persona più indicata per accompagnarci in questo piccolo viaggio
di scoperta è sempre la nostra estetista di fiducia, che con un’analisi professionale e competente potrà rivelarci con certezza che Morfologia (o Morfologie!) rappresentiamo.

P.E.F.S.: ecco come combattere la cellulite!

Un’altissima percentuale di donne soffre di Panniculopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS), ovvero di una condizione comunemente conosciuta come “cellulite”.
Nonostante nel parlare quotidiano la cellulite venga spesso considerata come un semplice inestetismo, la comparsa della “pelle a buccia d’arancia” testimonia l’insorgenza di una vera e propria patologia.

Scopriamo di cosa si tratta davvero, perché colpisce così tante persone e, sopratutto, cosa possiamo fare per contrastarla.
La prima cosa da puntualizzare per saperne di più è che la cellulite non è soltanto un inestetismo ma una vera e propria patologia a carico del microcircolo e del tessuto connettivo.

Un altro mito da sfatare è quello che collega cellulite e grasso: nonostante sia piuttosto comune tra le persone in sovrappeso, la PEFS può colpire anche soggetti con una forma fisica invidiabile! Per questo è importante che anche le donne più snelle controllino periodicamente lo stato della propria
pelle per riconoscere in tempo i segni della sua comparsa.

L’insorgenza della cellulite si articola in due fasi principali: comparsa dell’edema e degenerazione in fibrosi e sclerosi.
Inizialmente la PEFS si caratterizza come un’infiammazione del pannicolo adiposo dell’ipoderma, uno stato causato da un’alterazione del microcircolo che comporta un’atrofia delle cellule adipose e provoca un ristagno di liquidi negli spazi intercellulari. A causa di un innalzamento della pressione,
le cellule ingrossate risalgono verso il derma e si distanziano l’una dall’altra, generando la comparsa di fibromi, noduli e rilievi percepibili al tatto.

Man mano che si procede verso l’ultimo stadio della patologia, l’inestetismo diventa sempre più notevole fino a causare la cosiddetta “pelle a materasso” – a questo punto il fenomeno è ormai irreversibile, e la pelle diventa più fredda e dolorante.

Come si riconosce?
La cellulite evolve attraverso più stadi, che presentiamo in ordine di gravità crescente.
Seguendo questa piccola descrizione, una breve osservazione della tua pelle può aiutarti a definire l’entità del problema.

– fase edematosa
ti trovi in questa fase se la parte osservata (ad esempio le gambe) appare gonfia, ha un
colorito spento e al tatto sembra più molle e fredda del resto del corpo;
– fase fibrosa
compare la temuta “pelle a buccia d’arancia”, uno degli inestetismi più antipatici per chi ama mettere in mostra gambe e braccia. La zona che prima era soltanto gonfia ora presenta le caratteristiche fossette;
– fase sclerotica
le imperfezioni che caratterizzavano la pelle a buccia d’arancia diventano veri e propri “buchi”, avvallamenti notevoli che coinvolgono gran parte dell’area osservata. La situazione purtroppo è irreversibile, e può soltanto arrestarsi o peggiorare.

Come si evita la cellulite?
Le cause della PEFS sono tante e diverse tra loro. Di seguito elenchiamo le più comuni:

– fattori genetici e predisposizione ereditaria
– fattori ormonali (stati particolari come pubertà, menopausa o gravidanza; uso della “pillola”)
– alimentazione errata (consumo eccessivo di cibi grassi, fritti, insaccati…)
– cattive abitudini (fumo, consumo eccessivo di alcool e caffè…)
– eccessivo consumo di sale
– calzature inadatte (tacchi troppo alti o scarpe troppo piatte)
– vita sedentaria (meno di 40 minuti di esercizio fisico al giorno)

Anche se alcune delle cause citate sono impossibili da eliminare (come ad esempio la predisposizione genetica), uno stile di vita sano può limitarne sensibilmente i danni e contrastare la comparsa o l’avanzamento della PEFS.

Come prima cosa dobbiamo adottare alcune buone abitudini, come:
– limitare l’assunzione di sale (attenzione a quello “invisibile” nascosto nei prodotti confezionati!)
– bere molta acqua oligominerale
– seguire una dieta povera di grassi e ricca di frutta e verdura
– eliminare o limitare fortemente l’assunzione di alcool e cibo spazzatura
– impegnarci ad avere un’attività fisica regolare (almeno 40 minuti al giorno: basta una camminata sostenuta!)

Per combattere la PEFS possiamo scegliere di farci supportare da professionisti diversi per ottenere risultati soddisfacenti e duraturi: per esempio possiamo affidarci ad un nutrizionista, ad un personal
trainer e a una professionista del settore estetico.

Nella lotta contro la cellulite puoi trovare una valida alleata nella tua estetista, che può studiare un percorso su misura per te e aiutarti a contrastare o tenere a bada la PEFS con risorse diverse, come massaggi linfodrenanti e trattamenti cosmetici personalizzati.

Ricorda: la tua estetista può combattere la tua PEFS con i prodotti migliori e i macchinari più all’avanguardia, ma se non sei disposta a prenderti cura di te facendo esercizio e scegliendo  un’alimentazione sana, la cellulite è destinata a trionfare!

Vuoi saperne di più? Contattaci o rivolgiti direttamente al tuo centro estetico di fiducia!

Missione Abbronzatura: come si sceglie la protezione solare giusta

 

Ogni estate è una promessa di abbronzatura, ma è anche il momento di prendersi cura della propria pelle con un’attenzione speciale: quella necessaria a scegliere con cura la protezione solare più adatta a noi e metterci al riparo dagli effetti negativi dei raggi ultravioletti.

Per prendere solo il meglio dei raggi solari e garantirsi un’abbronzatura perfetta e senza stress basta  scegliere la giusta crema solare, ovvero quella con la composizione e il filtro solare più adatti alla nostra pelle. Come fare?

Scopriamolo insieme:
• FASE 1 – Individuare il fototipo
Per iniziare, la prima cosa da fare è determinare il nostro fototipo, ovvero la categoria in cui ricade la
nostra tonalità di pelle in base alla quantità di melanina presente in condizioni normali. Il fototipo è utile
per comprendere le reazioni della nostra pelle all’esposizione alle radiazioni ultraviolette e per prevedere il tipo di abbronzatura che possiamo ottenere.

Esistono sei fototipi diversi che classificano il colore della nostra pelle attraverso sei diverse gradazioni.
Per scoprire a quale appartieni puoi basarti su queste brevi descrizioni:

Ø FOTOTIPO 1
Pelle chiarissima o “lattea”, caratterizzata da una sensibilità al sole molto elevata. Appartieni a questo fototipo se ti arrossi facilmente, ti scotti molto spesso e sembri non abbronzarti mai.
Ø FOTOTIPO 2
Pelle molto chiara con sensibilità al sole elevata. Chi appartiene a questo fototipo si scotta spesso e incontra molte difficoltà nello sviluppare un’abbronzatura più che lieve.
Ø FOTOTIPO 3
Pelle chiara, media sensibilità al sole. Le persone con Fototipo 3 possono scottarsi abbastanza frequentemente ma riescono comunque ad ottenere un’abbronzatura dorata.
Ø FOTOTIPO 4
Pelle scura o olivastra, sensibilità al sole piuttosto ridotta. Appartieni a questo fototipo se ti scotti raramente e sviluppi con facilità un’abbronzatura abbastanza intensa.
Ø FOTOTIPO 5
Pelle scura con sensibilità al sole ridotta al minimo. Chi si riconosce in questo fototipo si scotta soltanto in casi rarissimi e sviluppa un’abbronzatura molto intensa con facilità e in tempi brevi.
Ø FOTOTIPO 6
Pelle scurissima, sensibilità al sole inesistente. Le persone con Fototipo 6 hanno solitamente la pelle naturalmente nera e non si scottano mai.
Oltre si sei fototipi “tradizionali” ne esiste un settimo, chiamato “Fototipo 0”, che caratterizza le persone affette da albinismo, una condizione per cui la carenza di tirosina non permette la conversione in melanina.

• FASE 2 – Scegliere il tipo di protezione
Una volta individuato il proprio fototipo, la ricerca si concentra sul tipo di fotoprotezione da adottare.

In commercio troviamo protezioni solari sotto forma di lozioni, gel, creme e unguenti capaci di assorbire
circa il 95% dei raggi UV, e questo tipo di prodotti si divide in due categorie principali:
– Antisolari chimici, comunemente detti “filtri”: agiscono creando un film invisibile che protegge la  cute e impedisce la penetrazione dei fotoni nell’epidermide;
– Antisolari fisici, conosciuti anche come “barriere”: sono formulazioni opache che impediscono ai
raggi UV di raggiungere la pelle. Questa caratteristica li rende pastosi, visibili e “imbrattanti” –
nonostante la maggior parte della gente cerchi di evitarli, per alcune persone si tratta di risorse
indispensabili.

• FASE 3 – Scegliere il Fattore di Protezione Solare
L’SPF (Sun Protection Factor) è la misurazione quantitativa dell’efficacia antisolare di un prodotto.

Più l’SPF è alto, più il filtro o la barriera sono capaci di proteggerci dai raggi ultravioletti. Per la scelta del Fattore giusto dobbiamo tenere conto del nostro fototipo e della nostra familiarità con la tintarella: chi ha la pelle chiara o chi è alle prime esposizioni della stagione dovrebbe prediligere prodotti con SPF elevato, mentre chi ha un fototipo molto scuro o è già vistosamente abbronzato può scegliere di limitarsi a prodotti con un’efficacia antisolare minore.

• FASE 4 – Scegliere le caratteristiche del cosmetico
Nello scegliere la nostra protezione solare non dobbiamo dimenticare che si tratta di un cosmetico a tutti gli effetti, e che le sue caratteristiche non si fermano a quelle relative al potere antisolare.

Un buon cosmetico solare:
– Ha Ph fisiologico, ovvero compatibile con la nostra cute (4.5 / 6);
– È ipoallergenico: non dà allergia e non presenta probabilità di reazioni sgradite;
– È penetrabile: il prodotto ha una buona permeabilità così da essere facilmente assorbito; 

– È eudermico, ovvero deve favorire o migliorare le normali condizioni della pelle;
– È idratante, ovvero contrasta la secchezza causata da un’esposizione al sole prolungata.
Le nostre raccomandazioni finiscono qui: a questo punto sei in grado di scegliere in modo informato la protezione solare più giusta e sicura per te.

Ti resta però un altro compito: non dimenticare di coccolare la tua pelle anche dopo l’esposizione! Per ottenere una bellissima abbronzatura e mantenere una pelle setosa utilizza sempre un doposole: proverai una piacevole sensazione di freschezza e lenirai eventuali arrossamenti.

Hai domande, dubbi o curiosità?

Contattaci su Facebook o chiedi alla tua estetista di fiducia.

Scrub e abbronzatura: il tuo alleato per una tintarella perfetta

   Arriva l’estate, scoppia la voglia di abbronzarsi e qualcuno inizia già a rinunciare a scrub e gommage per paura di portar via il primo colorito conquistato faticosamente… ed ecco il mito da sfatare!

Sapevi che invece l’esfoliazione è un’alleata preziosa per un’abbronzatura luminosa e duratura?

Scopriamo perché.

Concedersi un bello scrub è un modo perfetto per eliminare le cellule morte e le impurità che ogni giorno accumuliamo sul nostro corpo. Oltre a facilitare il naturale processo di rinnovamento della pelle, questo semplice rituale ci aiuta ad ottenere una pelle più liscia e uniforme – la chiave di un’abbronzatura omogenea e resistente.

In più, l’eliminazione delle cellule morte e la “scoperta”
dello strato di pelle sottostante stimola la produzione di melanina e quindi aumenta la nostra reattività ai raggi solari.

Il momento migliore per impostare una routine di skin care che preveda scrub regolari e accurati è l’inizio dell’estate, prima di partire per le vacanze o di concedersi le prime uscite in spiaggia.

A seconda degli ingredienti che compongono il prodotto scelto per il trattamento, poi, all’azione esfoliante potranno unirsi altri utilissimi benefici, come la disintossicazione profonda dei tessuti o la riattivazione del metabolismo cellulare.

I primi appuntamenti con il sole, però, richiedono anche altre accortezze.
Eliminare le cellule morte, infatti, non si limita soltanto a farci abbronzare meglio: rimuovendo lo strato più superficiale della nostra pelle, infatti, la rendiamo più indifesa nei confronti dei raggi UV.
Per mettersi al riparo dalla pericolosità dei raggi ultravioletti, per fortuna, basta proteggersi prima di ogni esposizione solare (senza eccezioni!) utilizzando una crema protettiva adatta al nostro fototipo.

I passaggi per ottenere una tintarella da sogno sono tre, tutti semplici ma indispensabili se si vogliono raggiungere risultati appaganti senza rinunciare alla salute e al benessere della nostra pelle:

1. Esfoliare con regolarità
A casa o al centro estetico, sottoporsi a una buona routine di scrub è un’ottima idea per ottenere una pelle al massimo della ricettività. Attenzione, però, ai prodotti: mentre l’estetista professionista è in grado di individuare in autonomia il prodotto più indicato per la tua pelle e le tue esigenze, dedicandoti al fai da te corri il rischio di compiere scelte non ideali. Se preferisci goderti lo scrub nel comfort della tua vasca da bagno o sotto la doccia, un’ottima soluzione è acquistare i prodotti più adatti a te
facendoti consigliare dalla tua estetista di fiducia.

2. Applicare la giusta crema solare
La crema solare deve essere nuova (…bandite le confezioni aperte e dimenticate in borsa qualche estate fa!), di qualità e del giusto livello protettivo. Solo così possiamo avere la certezza, a patto di applicarla correttamente, di evitare fastidiose scottature o conseguenze ancora più preoccupanti. Per scegliere la crema più indicata non dimenticare di tenere conto del tuo fototipo personale, l’indicatore migliore per scoprire la reazione della tua pelle alle radiazioni ultraviolette e capire qual è la protezione più idonea a tutelarla.

3. Idratare, idratare… idratare!
La secchezza è nemica giurata dell’abbronzatura: una pelle secca è una pelle che si squama, che “colleziona” più facilmente cellule morte e che non reagisce come dovrebbe all’esposizione al sole.
Per ottenere (e mantenere) una tintarella da sogno devi accertarti di essere sempre idratata. Come?
Per esempio assicurandoti di bere abbastanza e utilizzando prodotti specifici, sopratutto dopo l’esposizione al sole.

Un detto comune recita che “il sole bacia i belli”… quindi non facciamoci trovare impreparate!
Contatta la tua estetista di fiducia ed elabora con lei un piano d’azione mirato e rilassante: arriverai in spiaggia con una pelle fresca e luminosa, pronta ad assorbire tutto il buono del sole estivo.
Buona abbronzatura!

Ritenzione idrica: cause e rimed

 

Peli superflui, smagliature, qualche “rotolino” di troppo: ogni donna ha il suo nemico giurato. Uno, però, riguarda il 30% delle italiane e non può essere sottovalutato – stiamo parlando della ritenzione idrica. Cos’è, e come si combatte?

 

L’estate è alle porte, gonne e pantaloni si accorciano e lo specchio sembra farsi più impietoso. È proprio in questi momenti che la ritenzione idrica si mostra con tutti i suoi spiacevoli sintomi: sensazione di gonfiore, pesantezza e, sopratutto, le tipiche “fossette”.

 

Non dobbiamo dimenticare che la ritenzione non è soltanto un problema estetico: il suo verificarsi può essere spia di fenomeni e patologie anche gravi, come disfunzioni cardiache o renali, infiammazioni o reazioni allergiche.

Spesso però dietro questa fastidiosa condizione ci sono cause meno preoccupanti, ma non per questo meno dannose: ad esempio, uno stile di vita troppo sedentario o una cattiva alimentazione.

 

Ritenzione idrica: di cosa stiamo parlando?

 

In ambito medico la definizione “ritenzione idrica” indica la tendenza dell’organismo a trattenere liquidi in eccesso. Il ristagno che ne consegue tende a verificarsi sopratutto nelle zone in cui l’accumulo adiposo è maggiore, come pancia, cosce e glutei.

Il sintomo principale della ritenzione idrica è l’edema, ovvero un rigonfiamento anomalo dei tessuti. A causa del ristagno di liquidi il sistema linfatico e la circolazione venosa non riescono a lavorare come dovrebbero, e così non trasportano abbastanza ossigeno e nutrienti. A farne le spese è il metabolismo cellulare, che viene penalizzato ulteriormente dalle tossine in circolo.

 

La sensazione di gonfiore, unita all’aumento di volume di addome, cosce e glutei, spingono molte donne ad avere una visione distorta del proprio corpo: alcune pensano erroneamente di essere sovrappeso mentre sono semplicemente appesantite dai liquidi; altre invece possono trascurare un aumento di peso credendolo una conseguenza della ritenzione idrica, mentre in realtà accade più spesso il contrario (solitamente è il sovrappeso a favorire la ritenzione, e non vice versa).

 

Ritenzione idrica: come individuarla?

 

Per scoprire se soffriamo o meno di questa fastidiosa condizione possiamo affidarci a diversi metodi. Il più efficace è sicuramente l’esame del peso specifico delle urine, ma talvolta può bastare un semplice test casalingo: per risolvere i primi dubbi è sufficiente premere con forza il pollice sulla parte anteriore della coscia per un paio di secondi – se togliendo il dito la sua impronta rimane chiaramente visibile e fatica a scomparire è molto probabile che siamo in presenza di ritenzione idrica.

 

Ritenzione idrica: come si combatte?

 

Per risolvere il problema è necessario correggerne le cause. Se l’origine della ritenzione non è riconducibile a patologie, sappiamo che la responsabilità ricade sul nostro stile di vita.

Pensi di fare già tutto il possibile per essere bella e in salute? Questo breve elenco delle cattive abitudini più comuni può aiutarti a fare chiarezza:

 

  • Fumo
  • Consumo di alcolici
  • Consumo eccessivo di caffè
  • Alimentazione ricca di sale
  • Indossare regolarmente abiti molto attillati
  • Indossare regolarmente tacchi alti
  • Rimanere troppo a lungo seduti o in piedi

 

Oltre ad eliminare fattori di rischio generali (come il fumo o l’uso regolare di farmaci non necessari) e adottare una dieta povera di sodio, l’alleata più potente nella lotta alla ritenzione resta l’attività fisica.

Se non si ha la possibilità di fare moto regolarmente è necessario adottare piccoli provvedimenti che possano aiutarci nella vita di tutti i giorni. Ad esempio chi lavora in posizione seduta può assumersi l’impegno di alzarsi per qualche minuto ogni ora, mentre chi passa molto tempo in piedi può alzarsi di tanto in tanto sulle punte per stimolare la circolazione venosa.  

 

La ritenzione idrica è spesso fonte di stress e disappunto, ma la volontà di combatterla può essere lo stimolo giusto per adottare uno stile di vita più sano e soddisfacente.

Se cerchi un aiuto in più, rivolgiti alla tua estetista di fiducia: saprà consigliarti i trattamenti più adatti a te e aiutarti a ottenere i primi risultati in minor tempo, dandoti il giusto entusiasmo per proseguire nel tuo percorso.

 

Massaggi: perché ci rilassano e fanno così bene?


 

 

Scopriamolo insieme!
Un massaggio può essere terapeutico o rilassante, total body o concentrato su una parte del corpo specifica (come nel caso del massaggio ai piedi).

Come mai però ci piace così tanto riceverli?

Fare o godersi un massaggio è un’attività comune per raggiungere uno stato di piacevole relax.

A volte, però, ci si concede un massaggio anche per ritrovare il benessere perduto o alleviare i fastidi causati da fatica o patologie, come nel caso dei massaggi decontratturanti.

Il massaggio, non a caso, nasce con obiettivi terapeutici: il termine proviene dal greco “massein”, un verbo che significa “impastare, modellare”, e che suggerisce subito i movimenti che l’operatore compie sul corpo del paziente, .

Oggi si possono richiedere massaggi di ogni tipo: distensivi, muscolari, sportivi, curativi, drenanti, anticellulite, rilassanti…
Il filo conduttore di tecniche tanto diverse tra loro è il coinvolgimento dell’operatore, che mette il proprio corpo e la propria esperienza al servizio del benessere altrui.

Quando ci sottoponiamo ad un massaggio potremmo ricevere sfioramenti, pressioni più o meno accentuate, frizioni, percussioni e impastamenti: qualunque sia la modalità di massaggio utilizzata, questa sarà sicuramente composta da manovre precise e sequenziali, effettuate per raggiungere obiettivi definiti.

Il massaggio è una risorsa utile per stare e sentirsi bene, proprio come lo sport o un’alimentazione sana… eppure, i massaggi ci piacciono molto di più.

Ma perché?

Probabilmente, prima di tutto, perché sottoporsi ad un massaggio ci dà spesso l’impressione di concederci un lusso, di prenderci cura di noi stessi in un modo speciale. E questo, ovviamente, ci fa sentire bene (e importanti!).

La vita moderna, con tutti i suoi fattori di stress e frenesia, è all’origine di molteplici disturbi: insonnia, stati d’ansia, problemi digestivi e incapacità di rilassamento.
Secondo gli studiosi del Dipartimento di Psichiatria e Neuroscienze Comportamentali dell’ospedale Cedar’s Sinai di Los Angeles, però, il massaggio è un validissimo alleato per combattere questi nemici del benessere: secondo i loro studi, concedersi un massaggio aiuta a ridurre la produzione di cortisolo (il cosiddetto “ormone dello stress”) e potenziare le risposte messe in atto dal sistema immunitario.

Grazie alla stimolazione diretta dei tessuti, inoltre, il massaggio sfrutta la ritmicità delle manipolazioni per indurre un senso di profondo relax che può addirittura trasformarsi in vero e proprio dormiveglia.

Insomma, ricevere un massaggio fa bene non solo al corpo, ma anche alla psiche: lasciarsi andare al tocco altrui ci aiuta a liberare la mente, facendo uscire i pensieri negativi per dare spazio alla tranquillità e al rilassamento.

Sarà per questo che un massaggio non si rifiuta mai? È possibile.

Intanto possiamo pensare all’ultima volta che ce ne siamo concessi uno… e rimediare – perché il tempo che dedichiamo a noi stessi non è mai tempo perso.

Bacche di Goji: il tuo elisir di bellezza

Ricette, cocktail, cosmesi: ormai le bacche di Goji sono proprio ovunque, ma come mai sono così popolari? Scopriamo insieme come e perché possono aiutarci a prenderci cura della nostra bellezza.

Per prima cosa è importante sapere cos’è che rende questi piccoli frutti così nutrienti: il merito è di una composizione “miracolosa” che aggiunge a un’altissima concentrazione di vitamine A e C tutte le vitamine del gruppo B, in presenza di tantissimi sali minerali e di ben 18 diversi amminoacidi.

In ogni piccola bacca troviamo calcio, potassio, ferro, zinco, selenio, fosforo, manganese, rame, cromo, acidi grassi vegetali, betaina, flavonoidi e carotenoidi… insomma, un vero pieno di benessere per il nostro organismo.

Nel campo della cosmesi, però, a ricevere tanta attenzione è un altro “ingrediente” delle bacche di Goji: quattro polisaccaridi antidegenerativi capaci di rafforzare il sistema immunitario e offrire uno straordinario effetto antietà.  

Grazie a tutti questi elementi straordinari, i cosmetici che contengono questi piccoli frutti sono pensati per garantire un’azione tonificante e rigenerante dei tessuti, riportando luce e colore sulla pelle in modo assolutamente naturale.

Le bacche di Goji aiutano la pelle matura a ritrovare la sua tonicità originaria e un aspetto luminoso, ma allo stesso tempo sono perfette per chi vuole contrastare la pelle grassa con una rigenerazione totale o chi ha bisogno di coccolare una pelle sensibile offrendole protezione.

“Che pelle liscia!”, “Oggi ti vedo luminosa”: non è bellissimo quando riceviamo questo tipo di apprezzamenti?

La pelle, si sa, è un po’ lo specchio del nostro benessere: quando siamo forti e in salute è morbida e piena di luce, mentre se c’è qualcosa che non va iniziamo a vedere i primi segni della stanchezza o delle più diverse mancanze (di sonno, di vitamine, di una pulizia corretta…).

Oggi per fortuna abbiamo un alleato in più: le bacche di Goji, piccoli frutti rossi pronti a entrare in azione per renderci sempre più radiose.

Sei curiosa di scoprire qualche prodotto a tema? Contattaci e avrai tutte le informazioni che cerchi sui nostri marchi preferiti.

Ciglia sane, belle e glamour: che trattamento scegliere?

 

 

Ciglia sane, belle e glamour: che trattamento scegliere?

Avere ciglia forti è fondamentale per la salute dei nostri occhi e per il fascino del nostro sguardo. Prendersene cura al meglio è importantissimo per mantenerle sane e non farle sfiorire, ma quali sono i trattamenti estetici più indicati per esaltarne la bellezza?
Scopriamolo insieme.

Trattamento alla cheratina

Iniziamo parlando del trattamento alla cheratina, che oltre a rinforzare il fusto delle ciglia rendendole più elastiche e resistenti dona ad ognuna di loro ancora più lunghezza e volume, per uno sguardo sempre profondo e accattivante.
Ma cos’è la cheratina? Nient’altro che una proteina naturalmente prodotta dal nostro corpo per salvaguardare l’elasticità di unghie e capelli (e quindi anche ciglia!).

Una dieta poco attenta o l’impiego di prodotti chimici aggressivi può inibire la normale produzione di cheratina e portare a unghie e capelli (…ma anche ciglia) fragili, spenti e pronti a spezzarsi.
Per nutrire e idratare le ciglia con una sferzata di nutrimento si può optare per il trattamento alla cheratina, ovvero l’applicazione di una soluzione che le renderà corpose dalla radice alla punta, dando un immediato effetto di extra volume e super lunghezza.

Il risultato è simile a quello di un buon mascara, con la differenza che non c’è bisogno di applicare prodotto ogni mattina e che la bellezza delle ciglia non è il risultato di una sessione di make up, bensì una prova di salute e forza delle ciglia stesse.
Il trattamento è temporaneo e dura dalle 5 alle 8 settimane, ma molto dipende dal ciclo di ricambio ciliare di ciascuno. Gli effetti della cheratina impiegata, però, restano in circolo più a lungo e continuano a rilasciare i loro benefici per diversi mesi.

Con il trattamento alla cheratina potrai avere i proverbiali “occhi da cerbiatta” anche appena sveglia e a notte fonda, senza paura di “sbavature” scure e senza dover applicare il mascara ogni mattina.

Mascara semi permanente

La scelta del mascara semipermanente si colloca a metà tra il trattamento alla cheratina, con i suoi risvolti curativi, e l’elaboratezza delle extension.
Il procedimento è rapido e il risultato sorprendente: ciglia immediatamente più scure, incurvate e corpose, per uno sguardo naturalmente magnetico.

Nonostante sia facilissimo reperire online o in negozio tanti kit per il fai da te, ti sconsigliamo caldamente questa pratica: nonostante gli step illustrati non siano complicati di per sé, una mano inesperta potrebbe causare non pochi pasticci… semipermanenti! Pensa soltanto che l’applicazione del prodotto specifico ricorda quella del mascara, ma che qualsiasi grumo, applicazione eccessiva o ciuffetto di ciglia “incollate” non potrà essere risolto con una buona dose di struccante. Affidati alle mani di una professionista fidata e lascia che si prenda cura della tua bellezza con tutta l’attenzione richiesta da una tecnica così meticolosa.

Extension ciglia

Per chi è alla ricerca di un effetto ancora più intenso e accentuato, la soluzione ideale è sicuramente l’extension. Eseguibile con due diverse modalità per due risultati differenti, può essere messa in pratica con la tecnica One to One o con quella Volume (2D, 3D, 4D…).
Scopriamo le particolarità di ognuna:

Extension One to One

La tecnica One to One è la preferita di chi desidera ciglia extralunghe ma dall’aspetto sempre naturale. Questa modalità è particolarmente minuziosa perché consiste nell’applicare ad ogni singolo ciglio reale la sua extension. Considerato che un occhio presenta in media dalle 80 alle 120 ciglia, è chiaro perché sia sempre necessario affidarsi ad una professionista dedicata.

Con la tecnica One to One è possibile anche ottenere effetti correttivi: grazie all’impiego di ciglia artificiali di lunghezza, curvatura o spessore differenti si possono raggiungere risultati molto diversi, come ad esempio accentuare l’apertura dell’occhio o suggerire una forma particolare.

Extension Volume

Conosciuta anche con il nome di “extension a ciuffetti”, è l’opzione prediletta di chi vuole ciglia dal volume quasi teatrale e non vuole rinunciare all’effetto extrafolto delle ciglia finte.
L’applicazione è simile a quella utilizzata per l’extension One to One: ad ogni singolo ciglio naturale vengono applicate due, tre o addirittura sei ciglia artificiali, a seconda del grado di intensità desiderato.

Per ottenere il risultato finale occorrono dalle 180 alle 1000 ciglia per occhio, per questo motivo la tecnica Volume impiega apposite ciglia ultraleggere.
Chi sceglie di sottoporsi a questo trattamento deve avere un po’ di pazienza, perché per mantenere il risultato eccezionale della prima applicazione è necessario eseguire con costanza l’apposito mantenimento con ritocchi regolari (solitamente ogni 2-3 settimane).

Il nostro focus sui principali trattamenti estetici dedicati alle ciglia finisce qui, ma se desideri saperne di più ti invitiamo a contattarci. Seguici su Facebook per restare sempre aggiornata, e ricorda: per ottenere i risultati migliori da ogni trattamento c’è un segreto speciale – affidarsi alla tua estetista di fiducia!

HELIOS 808 – Perché sceglierlo

Cos’è e come funziona Helios808? Beauty09 è pronta a presentarti il nuovo macchinario per laser a diodo che renderà il trattamento multifunzionale e ancora più soddisfacente.

Helios808 sfrutta la tecnologia DIA VC CELL, ovvero un’emissione di laser a diodo a cavità verticale che garantisce risultati migliori rispetto a quelli ottenuti con i sistemi precedenti.

Grazie a questa risorsa il macchinario può vantare:

  • una superficie di emissione maggiore, più uniforme e capace di garantire la densità della potenza disponibile;
  • una gestione del calore semplificata, più immediata e intuitiva;
  • una maggiore stabilità di lunghezza d’onda, per un’affidabilità rinnovata;
  • una corrente di soglia inferiore e un miglioramento complessivo delle caratteristiche del cono di emissione.

A una sorgente laser dalle caratteristiche innovative, già garanzia di una qualità mai provata prima, Helios808 abbina un software di ultima generazione. Grazie al loro abbinamento, un unico macchinario riesce a offrire due servizi di eccellenza: non più “solo” laser, ma anche foto-biostimolazione.

Di cosa si tratta?

La foto-biostimolazione è una metodica innovativa e assolutamente non invasiva per la rigenerazione e il ringiovanimento della pelle. Grazie all’efficacia di impulsi luminosi con una frequenza di 808nm NIR, il trattamento stimola le membrane cellulari senza produrre calore e ne aumenta l’attività, incrementando le funzioni metaboliche e liberando più energia per la riparazione delle cellule. La produzione di collagene, incrementata in modo totalmente naturale, renderà la pelle visibilmente più elastica e migliorerà l’assorbimento di ossigeno e umidità.

L’effetto tonificante del trattamento influisce positivamente anche sulla rigenerazione cutanea: il processo di invecchiamento viene rallentato, le discromie si riducono e le strutture cutanee già segnate dal tempo vengono rimodellate per un aspetto levigato e sempre naturale.

Entrambi i trattamenti disponibili avvengono in modo indolore e non procurano arrossamenti o fastidiose sensazioni di calore. Per incontrare le esigenze di differenti tipi di pelle, Helios808 può essere tarato sulla base di sei diverse situazioni: cicatrici con ispessimento, discromie e cloasmi, contrasto dei primi segni (under 35), pelle matura (da 45 a 55 anni), pelle senescente (over 60), pelle acneica o impura.

Grazie all’abbinamento di una linea di prodotti dedicati (detergente, coadiuvante, maschera, gommage e crema finale), formulati con prodotti di origine 100% naturale, i risultati del trattamento saranno visibili già dalla prima seduta e lasceranno la cliente immediatamente soddisfatta, evitando incertezze e scetticismi.

Vuoi saperne di più e scoprire come portare una ventata di novità e qualità nel tuo salone? Contattaci per conoscere tutti i dettagli.

PELLE GRASSA: PERCHÉ È COSÌ E COME POSSIAMO TRATTARLA?

La pelle grassa è una caratteristica comune a molte persone, un attributo che può dare origine a situazioni antipatiche come i “punti neri” e il fastidioso effetto lucido.

Scopriamo da dove ha origine e cosa possiamo fare per trattarla al meglio con questa pratica guida.

Prima di tutto: perché la pelle risulta “grassa”? La causa è un’attività eccessiva delle ghiandole sebacee, spesso determinata da un’eccessiva influenza del testosterone. Le sue caratteristiche più tipiche sono l’aspetto untuoso, la lucidità eccessiva e la presenza di follicoli dilatati. A causa delle origini ormonali non è possibile agire cosmeticamente in maniera definitiva, poiché il ciclo di produzione del sebo non può essere corretto con il semplice impiego di sostanze seboregolatrici.

Ovviamente, questo non significa che se abbiamo la pelle grassa non ci sia nulla da fare: con alcuni semplici accorgimenti saremo in grado di limitare il fastidio e avere una pelle sempre bella ed equilibrata.

Come trattare la pelle grassa.

“Ho la pelle grassa. Che prodotti dovrei usare?”

Una volta capito il tuo tipo di pelle è necessario progettare una routine che sia in grado di soddisfare al meglio le sue esigenze e che ti aiuti a trattarla al meglio.

Come prima cosa, la pelle grassa va detersa quotidianamente per esportare il sebo in eccesso e far sì che non si accumuli. Per ottenere questo risultato vanno benissimo sia i detergenti a risciacquo che i latti di pulizia, purché i prodotti scelti siano realizzati con lipidi non comedogeni, ovvero utilizzando ingredienti che non favoriscano la comparsa dei cosiddetti punti neri (ad esempio la vasellina, che è sconsigliata). Prodotti facili da reperire e veloci da usare sono i tonici alcolici, resi particolarmente adatti dalla capacità “sciogligrasso” dell’alcool.

Per quanto riguarda l’idratazione della pelle, la crema da giorno ideale ha un leggero effetto opacizzante, utile a contrastare lo sgradevole effetto lucido. A causa dell’alta produzione di sebo, non è necessario nutrire la pelle nottetempo con una seconda crema.

Vuoi fare qualcosa in più per apparire al meglio? Allora dedicati qualche minuto a settimana per applicare una maschera essiccativa a base di argilla, utilissima per assorbire il sebo in eccesso e regalarti una pelle levigata e asciutta.

Pelle grassa: tipi e caratteristiche.

Le pelli grasse non sono tutte uguali: a seconda delle caratteristiche secondarie possono appartenere a tipologie diverse, ognuna con i propri tratti distintivi. Conoscerli può aiutarci a selezionare al meglio i prodotti da usare e costruire la skin care perfetta per noi.

Pelle grassa oleosa

Lucida e con pori visibilmente dilatati, deve l’aspetto untuoso al sebo particolarmente fluido.

Pelle grassa seborroica

L’attività eccessiva delle ghiandole sebacee è talmente sproporzionata da diventare patologica. La quantità sovradimensionata del sebo fa dilatare le pareti dei follicoli e questi assumono l’aspetto caratteristico comunemente chiamato “pelle a buccia d’arancia”.

Pelle grassa asfittica

Il sebo è denso, ha un aspetto simile alla cera e resta intrappolato nei follicoli, imprigionando con sé anche batteri e detriti cellulari. Una volta tappato il poro, lo “sporco” all’interno dà origine al comedone, ovvero il punto nero (se aperto) o bianco (se coperto). Dal momento che il sebo resta intrappolato senza fuoriuscire in superficie, la pelle anziché apparire untuosa sarà secca, quasi ruvida al tatto.

Pelle impura a tendenza acneica

A differenza delle precedenti, questa tipologia di pelle grassa arriva a creare papule e pustole, ovvero i comuni brufoli nelle loro varianti più classiche. I responsabili di questi fastidiosi processi sono i batteri, che arrivati al follicolo generano reazioni infiammatorie che possono portare a lesioni anche gravi, a volte deturpanti. Soggetta agli arrossamenti e cagionevole in presenza di sbalzi di temperatura, la pelle grassa a tendenza acneica è solitamente riscontrata negli adolescenti ma può interessare anche i giovani adulti fino all’età dei 25/30 anni.

Consigli utili

Come trattare la pelle grassa per evitare peggioramenti e contenere i disagi che spesso comporta?

Con poche e semplici mosse potrai gestire questa condizione nel modo più indicato:

Scegli i cosmetici giusti.

Prima di acquistare una crema assicurati che sia quella giusta: per essere adatta a pelli grasse deve contrastare l’iperproduzione di sebo, idratare in profondità, combattere i batteri e favorire il restringimento dei pori.

Dilata e richiudi i pori.

In presenza di pelle molto grassa o a tendenza asfittica si consiglia di dilatare i pori sfruttando l’azione dilatante del vapore per poi applicare un prodotto esfoliante. Per risultati ideali consigliamo di affidarsi a un esperto: un’estetista potrà impiegare ad esempio acido glicolico fino al 20/30%, percentuali che sconsigliamo caldamente nei fai-da-te e durante i mesi estivi (è necessario evitare l’esposizione al sole nelle 12 ore successive al trattamento). Al termine della pulizia sarà necessario richiudere i pori utilizzando un tonico delicato o sfruttando l’azione naturalmente astringente dell’acqua fredda.

Allontana i batteri.

Se la pelle presenta pustole o è a tendenza acneica la cosa migliore da fare è iniziare a seguire una skin care basata su detergenti antibatterici, formulati per le esigenze specifiche di certe situazioni.

NO ai prodotti senza risciacquo!

La pelle grassa deve essere mantenuta il più pulita e libera possibile. I detergenti senza risciacquo si depositano in superficie e rischiano di ostruire i follicoli, andando a peggiorare il disturbo che cerchiamo di combattere.

In conclusione: avere la pelle grassa può essere fastidioso, ma con la giusta preparazione e le informazioni necessarie possiamo prenderci cura di noi nel modo migliore possibile anche con un po’ di sebo in più!