P.E.F.S.: ecco come combattere la cellulite!

Un’altissima percentuale di donne soffre di Panniculopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS), ovvero di una condizione comunemente conosciuta come “cellulite”.
Nonostante nel parlare quotidiano la cellulite venga spesso considerata come un semplice inestetismo, la comparsa della “pelle a buccia d’arancia” testimonia l’insorgenza di una vera e propria patologia.

Scopriamo di cosa si tratta davvero, perché colpisce così tante persone e, sopratutto, cosa possiamo fare per contrastarla.
La prima cosa da puntualizzare per saperne di più è che la cellulite non è soltanto un inestetismo ma una vera e propria patologia a carico del microcircolo e del tessuto connettivo.

Un altro mito da sfatare è quello che collega cellulite e grasso: nonostante sia piuttosto comune tra le persone in sovrappeso, la PEFS può colpire anche soggetti con una forma fisica invidiabile! Per questo è importante che anche le donne più snelle controllino periodicamente lo stato della propria
pelle per riconoscere in tempo i segni della sua comparsa.

L’insorgenza della cellulite si articola in due fasi principali: comparsa dell’edema e degenerazione in fibrosi e sclerosi.
Inizialmente la PEFS si caratterizza come un’infiammazione del pannicolo adiposo dell’ipoderma, uno stato causato da un’alterazione del microcircolo che comporta un’atrofia delle cellule adipose e provoca un ristagno di liquidi negli spazi intercellulari. A causa di un innalzamento della pressione,
le cellule ingrossate risalgono verso il derma e si distanziano l’una dall’altra, generando la comparsa di fibromi, noduli e rilievi percepibili al tatto.

Man mano che si procede verso l’ultimo stadio della patologia, l’inestetismo diventa sempre più notevole fino a causare la cosiddetta “pelle a materasso” – a questo punto il fenomeno è ormai irreversibile, e la pelle diventa più fredda e dolorante.

Come si riconosce?
La cellulite evolve attraverso più stadi, che presentiamo in ordine di gravità crescente.
Seguendo questa piccola descrizione, una breve osservazione della tua pelle può aiutarti a definire l’entità del problema.

– fase edematosa
ti trovi in questa fase se la parte osservata (ad esempio le gambe) appare gonfia, ha un
colorito spento e al tatto sembra più molle e fredda del resto del corpo;
– fase fibrosa
compare la temuta “pelle a buccia d’arancia”, uno degli inestetismi più antipatici per chi ama mettere in mostra gambe e braccia. La zona che prima era soltanto gonfia ora presenta le caratteristiche fossette;
– fase sclerotica
le imperfezioni che caratterizzavano la pelle a buccia d’arancia diventano veri e propri “buchi”, avvallamenti notevoli che coinvolgono gran parte dell’area osservata. La situazione purtroppo è irreversibile, e può soltanto arrestarsi o peggiorare.

Come si evita la cellulite?
Le cause della PEFS sono tante e diverse tra loro. Di seguito elenchiamo le più comuni:

– fattori genetici e predisposizione ereditaria
– fattori ormonali (stati particolari come pubertà, menopausa o gravidanza; uso della “pillola”)
– alimentazione errata (consumo eccessivo di cibi grassi, fritti, insaccati…)
– cattive abitudini (fumo, consumo eccessivo di alcool e caffè…)
– eccessivo consumo di sale
– calzature inadatte (tacchi troppo alti o scarpe troppo piatte)
– vita sedentaria (meno di 40 minuti di esercizio fisico al giorno)

Anche se alcune delle cause citate sono impossibili da eliminare (come ad esempio la predisposizione genetica), uno stile di vita sano può limitarne sensibilmente i danni e contrastare la comparsa o l’avanzamento della PEFS.

Come prima cosa dobbiamo adottare alcune buone abitudini, come:
– limitare l’assunzione di sale (attenzione a quello “invisibile” nascosto nei prodotti confezionati!)
– bere molta acqua oligominerale
– seguire una dieta povera di grassi e ricca di frutta e verdura
– eliminare o limitare fortemente l’assunzione di alcool e cibo spazzatura
– impegnarci ad avere un’attività fisica regolare (almeno 40 minuti al giorno: basta una camminata sostenuta!)

Per combattere la PEFS possiamo scegliere di farci supportare da professionisti diversi per ottenere risultati soddisfacenti e duraturi: per esempio possiamo affidarci ad un nutrizionista, ad un personal
trainer e a una professionista del settore estetico.

Nella lotta contro la cellulite puoi trovare una valida alleata nella tua estetista, che può studiare un percorso su misura per te e aiutarti a contrastare o tenere a bada la PEFS con risorse diverse, come massaggi linfodrenanti e trattamenti cosmetici personalizzati.

Ricorda: la tua estetista può combattere la tua PEFS con i prodotti migliori e i macchinari più all’avanguardia, ma se non sei disposta a prenderti cura di te facendo esercizio e scegliendo  un’alimentazione sana, la cellulite è destinata a trionfare!

Vuoi saperne di più? Contattaci o rivolgiti direttamente al tuo centro estetico di fiducia!

Ritenzione idrica: cause e rimed

 

Peli superflui, smagliature, qualche “rotolino” di troppo: ogni donna ha il suo nemico giurato. Uno, però, riguarda il 30% delle italiane e non può essere sottovalutato – stiamo parlando della ritenzione idrica. Cos’è, e come si combatte?

 

L’estate è alle porte, gonne e pantaloni si accorciano e lo specchio sembra farsi più impietoso. È proprio in questi momenti che la ritenzione idrica si mostra con tutti i suoi spiacevoli sintomi: sensazione di gonfiore, pesantezza e, sopratutto, le tipiche “fossette”.

 

Non dobbiamo dimenticare che la ritenzione non è soltanto un problema estetico: il suo verificarsi può essere spia di fenomeni e patologie anche gravi, come disfunzioni cardiache o renali, infiammazioni o reazioni allergiche.

Spesso però dietro questa fastidiosa condizione ci sono cause meno preoccupanti, ma non per questo meno dannose: ad esempio, uno stile di vita troppo sedentario o una cattiva alimentazione.

 

Ritenzione idrica: di cosa stiamo parlando?

 

In ambito medico la definizione “ritenzione idrica” indica la tendenza dell’organismo a trattenere liquidi in eccesso. Il ristagno che ne consegue tende a verificarsi sopratutto nelle zone in cui l’accumulo adiposo è maggiore, come pancia, cosce e glutei.

Il sintomo principale della ritenzione idrica è l’edema, ovvero un rigonfiamento anomalo dei tessuti. A causa del ristagno di liquidi il sistema linfatico e la circolazione venosa non riescono a lavorare come dovrebbero, e così non trasportano abbastanza ossigeno e nutrienti. A farne le spese è il metabolismo cellulare, che viene penalizzato ulteriormente dalle tossine in circolo.

 

La sensazione di gonfiore, unita all’aumento di volume di addome, cosce e glutei, spingono molte donne ad avere una visione distorta del proprio corpo: alcune pensano erroneamente di essere sovrappeso mentre sono semplicemente appesantite dai liquidi; altre invece possono trascurare un aumento di peso credendolo una conseguenza della ritenzione idrica, mentre in realtà accade più spesso il contrario (solitamente è il sovrappeso a favorire la ritenzione, e non vice versa).

 

Ritenzione idrica: come individuarla?

 

Per scoprire se soffriamo o meno di questa fastidiosa condizione possiamo affidarci a diversi metodi. Il più efficace è sicuramente l’esame del peso specifico delle urine, ma talvolta può bastare un semplice test casalingo: per risolvere i primi dubbi è sufficiente premere con forza il pollice sulla parte anteriore della coscia per un paio di secondi – se togliendo il dito la sua impronta rimane chiaramente visibile e fatica a scomparire è molto probabile che siamo in presenza di ritenzione idrica.

 

Ritenzione idrica: come si combatte?

 

Per risolvere il problema è necessario correggerne le cause. Se l’origine della ritenzione non è riconducibile a patologie, sappiamo che la responsabilità ricade sul nostro stile di vita.

Pensi di fare già tutto il possibile per essere bella e in salute? Questo breve elenco delle cattive abitudini più comuni può aiutarti a fare chiarezza:

 

  • Fumo
  • Consumo di alcolici
  • Consumo eccessivo di caffè
  • Alimentazione ricca di sale
  • Indossare regolarmente abiti molto attillati
  • Indossare regolarmente tacchi alti
  • Rimanere troppo a lungo seduti o in piedi

 

Oltre ad eliminare fattori di rischio generali (come il fumo o l’uso regolare di farmaci non necessari) e adottare una dieta povera di sodio, l’alleata più potente nella lotta alla ritenzione resta l’attività fisica.

Se non si ha la possibilità di fare moto regolarmente è necessario adottare piccoli provvedimenti che possano aiutarci nella vita di tutti i giorni. Ad esempio chi lavora in posizione seduta può assumersi l’impegno di alzarsi per qualche minuto ogni ora, mentre chi passa molto tempo in piedi può alzarsi di tanto in tanto sulle punte per stimolare la circolazione venosa.  

 

La ritenzione idrica è spesso fonte di stress e disappunto, ma la volontà di combatterla può essere lo stimolo giusto per adottare uno stile di vita più sano e soddisfacente.

Se cerchi un aiuto in più, rivolgiti alla tua estetista di fiducia: saprà consigliarti i trattamenti più adatti a te e aiutarti a ottenere i primi risultati in minor tempo, dandoti il giusto entusiasmo per proseguire nel tuo percorso.